Che cos’è il Counseling?
"Il rapporto di counseling è una situazione in cui un calore umano, un’accettazione obiettiva e l’assenza di ogni coercizione o pressione personale da parte del counselor permette l’espressione più libera di sentimenti, comportamenti e problemi da parte della persona.
In questa particolare esperienza di completa libertà emotiva, strutturata entro limiti precisi, l’individuo è libero di riconoscere e capire i suoi impulsi e le sue strutture comportamentali, positive e negative, come in nessun altro rapporto esistente.
Il counseling efficace consiste in un rapporto flessibile ma ben strutturato, che permette al soggetto di raggiungere un grado di autocomprensione, tale da consentirgli di adottare provvedimenti positivi alla luce di questo nuovo orientamento."
(C. Rogers)
Il Counseling, come intervento di orientamento esistenziale che si avvale di precise abilità comunicative, è nato e si è sviluppato in America a partire dagli anni ’40 del secolo scorso.
Le competenze nella gestione della relazione interpersonale e l’utilizzo di tecniche di problem solving lo rendono un’azione efficace e concreta nel breve periodo.
La relazione di sostegno resa possibile dal Counseling si caratterizza per un impiego consapevole e strategico dell’empatia nell’incontro fra utente e agevolatore. Notevole rilievo viene dato alle ricadute positive del processo di aiuto sull’intera rete sociale di appartenenza.
La figura del Counselor, ampiamente diffusa negli Stati Uniti, nel Canada, in Gran Bretagna e in diversi stati europei, dove è inserita con successo in molti contesti della vita sociale (scuole e università, ospedali e centri di assistenza sanitaria, aziende, associazioni e centri di aggregazione), ha una sua precisa identità e si differenzia dalle professioni di cura orientate alla patogenesi - in particolar modo dallo psicologo e dallo psicoterapeuta - posizionandosi sul versante della salutogenesi e dell’empowerment individuale e di gruppo.