Corsi, prodotti formativi, eventi culturali

Conferenze online gratuite

Le conferenze ASPIC sono appuntamenti periodici, della durata di un’ora e mezzo circa, pensati con lo scopo di illustrare alcuni aspetti basilari di tematiche attinenti al benessere, alla crescita personale e alla prevenzione/promozione della salute. I relatori sono chiamati a presentare argomenti specifici, lasciando spazio anche alle domande del pubblico. Viene così promosso un dialogo allargato sui concetti emersi, utile per stimolare nei partecipanti il desiderio di approfondire ulteriormente il tema discusso.

Corsi brevi e corsi di aggiornamento/approfondimento

I nostri corsi brevi e di media durata sono finalizzati a fornire competenze e conoscenze spendibili nel campo delle relazioni di aiuto.

Sono percorsi che uniscono teoria e pratica con lo scopo di innalzare la qualità della comunicazione nei contesti lavorativi, sociali e familiari. La loro natura professionalizzante li rende particolarmente utili per chi vuole potenziare i suoi strumenti di intervento in ambito professionale.

I corsi di aggiornamento/approfondimento sono aperti a tutti coloro che intendono migliorare la propria qualità di vita, acquisendo conoscenze specifiche nell’area della promozione del benessere.


Training

I training sono eventi formativi esperienziali che si svolgono nel week end per un totale di quindici ore. Particolarmente coinvolgenti per le metodologie di intervento impiegate, si rivolgono ai counselor in formazione e a tutti coloro che intendono vivere un’esperienza di contatto impegnativa e profonda. Le tematiche affrontate sono delle più varie.

 

Il nostro messaggio

Ricordiamo che per noi nessuno è “sbagliato” o “irrecuperabile”. Come potrebbe essere sbagliato il nodo di una rete? Sono i sensi di colpa, i rifiuti, le ansie e le ingiustizie subite a rallentare il cammino verso l’amore, qui inteso, fuori dall’orbita del sentimentalismo, come un’apertura fiduciosa al bene (nostro e degli altri, di noi-con-l’Altro). Ma su questo abbiamo già detto. La forza che ci manca, e la tranquillità di cui ci sentiamo privi, possono dunque spingerci a cercare tenacemente delle soluzioni che aiutino a diradare la nebbia e la confusione. Con il rischio di peggiorare la situazione. Capita, ad esempio, con la proposta multiforme di percorsi spirituali di varia natura, oggi in mano ai nuovi manager della felicità. Ci si avvicina allora a figure carismatiche che vorrebbero includerci nel loro gruppo di adepti, facendo di noi dei discepoli ubbidienti e adoranti. Nel migliore dei casi non succede niente e si passa qualche ora in compagnia.

In altri, invece, ci si affida alle persone sbagliate o a pratiche di consapevolezza che richiederebbero un concomitante percorso di conoscenza di sé, della propria storia e delle emozioni suscitate dai traumi piccoli e grandi che la vita ci infligge. Sono fughe da noi stessi che possono costare caro (non solo economicamente), fomentando l’illusione che qualcuno “là fuori” detenga i segreti del cosmo e della vita, e possa farcene donosollevandoci dalla responsabilità di esercitare il nostro spirito critico.

Tutti i nostri corsi, e in particolare il Master triennale in Counseling, non si reggono su promesse mirabolanti, non alimentano la convinzione di poter vivere bene senza sforzo. Al contrario, noi pensiamo che la stessa esperienza della spiritualità sia parte di un processo di umanizzazione continuo, senza fine, nel quale siamo tutti chiamati a trovare un orientamento di fondo che permetta di navigare anche nelle tempeste, mantenendo la rotta nei passaggi difficili. Un esercizio costante di attenzione, che implica sensibilità e gentilezza, e può sfociare nel perdono e nella gratitudine.

Un esercizio che parte, senza dubbio, dal consapevolizzare come siamo abituati a trattare noi stessi, identificandoci troppo spesso con doverismi, critiche e giudizi senza appello. Invece di confliggere aspramente, generando sempre nuove ferite e separazioni, siamo chiamati a ristabilire un dialogo con il nostro bambino interiore e con tutte le parti di noi che invocano un contatto accogliente e rispettoso. Iniziare a farlo serve anche a porre in discussione le credenze di base che ci portano a comportarci con gli altri in una maniera che puntualmente produce effetti negativi, che finiscono per confermare le nostre peggiori aspettative. Come succede a chi, credendosi non amabile, si atteggia in modo brusco e distanziante con le persone, raccogliendo di riflesso freddezza, indifferenza e antipatia.

Così co-creiamo la realtà, filtrandola ripetutamente attraverso le lenti delle nostre angosce, fino al punto di farla assomigliare sempre di più all’idea che ne abbiamo, privandola della sua libertà, neutralizzando la meraviglia impredicibile di ogni incontro che sia realmente tale. La volontà dell’ASPIC, di fronte a queste dinamiche (che compromettono l’accesso a una spiritualità adulta e sensibile, e a una vita collettiva equa e solidale), è quella di accompagnare le persone verso loro stesse, senza offrire scorciatoie, in nome di un’evoluzione dei rapporti umani che sia all’altezza delle sfide enormi che ci attendono nell’odierna era complessa. Crediamo che, sul piano professionale e su quello delle relazioni, molto vi sia da imparare insieme, donandoci l’opportunità di spezzare le catene che ci tengono avvinti per stringere nuovi legami nutrienti e liberanti. Perché noi siamo legami e – riprendendo il titolo di un bel libro – nessun uomo è un’isola.

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