Carta d’intenti ASPIC

Appena trascorsi i vent’anni della fondazione dell’ASPIC di Ancona, la nostra Associazione ha sentito il bisogno di tracciare un bilancio sincero e appassionato dell’esperienza maturata sul territorio nei campi della cura, della formazione e della sensibilizzazione culturale. Abbiamo tentato, soprattutto grazie al counseling ma non solo, di mettere in circolo nel corpo sociale, stanco e provato per l’insostenibilità dei ritmi di vita e per un declino progressivo dei princìpi di solidarietà, gli anticorpi necessari per frenare la malattia del nostro tempo: l’egocentrismo e la riduzione di ogni valore umano alla contabilità di breve periodo dei costi e dei ricavi. Come ente che eroga formazione e si avvale di professionisti per realizzare le sue attività, abbiamo dovuto imparare l’arte di andare in pareggio, di raggiungere una piena sostenibilità economica senza la quale non esisterebbe la nostra offerta didattica e culturale. Ma la sostenibilità che più ci sta a cuore rimane, e ne siamo orgogliosi, quella antropologica ed ecologica. Sappiamo che tra le persone è cresciuto, negli ultimi lustri, in risposta al disorientamento di questa epoca, un desiderio di crescita psicologica e di spiritualità al di fuori di qualsiasi obbligo di appartenenza confessionale. Questo è l’effetto più visibile della crisi che investe da decenni le agenzie educative tradizionali, ma anche il segnale di un importante risveglio trasversale.

Abbiamo fatto del nostro meglio, dal 1997 a oggi, osando, sbagliando, ritrovando la via nell’atto di camminare. Nelle nostre aule sono passati formatori e personalità di spicco che ci hanno insegnato molto, anche quando i risultati sono stati inferiori alle attese.

Oggi abbiamo deciso di dare alla luce questa Carta di intenti, un modo per comunicare, ai nostri amici e a chi ancora non ci conosce, come pensiamo il futuro, la direzione intrapresa e i valori che ci guidano. Le proposte nel campo del “benessere individuale” sono ormai innumerevoli e, purtroppo, mostrano non di rado una scarsa attenzione alla complessità dell’essere umano, ai condizionamenti socioeconomici che plasmano l’immaginario contemporaneo, alla delicatezza di processi di educazione che sono irriducibili alle logiche mercantili dello scambio commerciale.

Il nostro impegno, che può avvalersi di una storia lunga e importante nella formazione al counseling, è sempre più attento agli ambiti della promozione sociale, dello sviluppo spirituale e della relazione di aiuto. Non abbiamo mai creduto, in fondo, che esistesse qualcosa come un benessere “individuale”. Se c’è è di corto respiro, qualcosa di buono per vendere un’illusione. Siamo tutti legati fra noi, c’è una comunanza di destino che dobbiamo assumere fino in fondo. Qui finiscono i proclami e inizia la serietà dello studio, della sperimentazione responsabile, della condivisione in gruppo. Un po’ ovunque si moltiplicano prodotti e servizi che cavalcano questo acerbo bisogno di trasformazione che serpeggia nella società. Ecco allora che le persone più fragili vengono facilmente catturate da scintillanti promesse di guarigione in tempi record.

Eppure la felicità, piaccia o meno, non si compra e non si vende. Tantomeno può bastare un atto di fede nei confronti di qualche figura carismatica che ama sedurre il pubblico deresponsabilizzando i singoli e la comunità, entrambi chiamati a percorrere un cammino di consapevolezza che comporta sforzi e rinunce. Sì, rinunce: una parola che terrorizza i pubblicitari, le multinazionali, i proprietari del grande baraccone dello spettacolo. Rinunciare non significa sacrificare. Il futuro – se vogliamo che un futuro si dia – dovrà dismettere gran parte dell’immaginario che è penetrato nelle ossa e nel sangue di tutti noi. Abbiamo bisogno di pensare alla qualità della vita e non alla quantità assoluta dei beni scambiati sul mercato, alla convivenza pacifica e rispettosa piuttosto che alla chiusura e ai respingimenti, alla sufficienza intensiva invece che alla crescita infinita del PIL.

Ma soprattutto, sul piano psicospirituale, la differenza la farà la capacità di intraprendere un lavoro interiore continuativo, paziente, cosciente della fatica e della bellezza di andare in profondità. Non vendiamo effetti speciali, ma possiamo aiutarti a sentirti speciale insieme agli altri, a sentirti finalmente reale.

L’ASPIC di Ancona è, per noi, più di una Scuola di counseling e molto altro rispetto a quei centri di “crescita umana” che inondano il territorio con proposte più o meno intriganti all’insegna del tutto e subito.

Questa Carta presenta dieci punti programmatici che riassumono i nostri intenti e delucidano lo spirito con il quale vogliamo continuare a muoverci al confine tra servizio, prevenzione ed educazione. Desideriamo, in un certo senso, stringere un patto di responsabilità con tutte le persone che intravedono, come noi, la reale portata delle sfide che ci attendono sui piani degli stili di vita, dell’inclusione sociale, della giustizia e della cura per il bene comune.

 

10 PASSI PER L’AVVENIRE

1) Continuare a fornire una formazione di qualità, dando spazio a temi e metodologie di intervento che rispondano all’esigenza di uno sviluppo umano inteso non superficialmente.

2) Sostenere con forza l’idea di una cura consapevole del Sé e del Noi che non ceda al luogo comune del “tutto e subito” e alle promesse di felicità a buon mercato.

3) Rinnovare l’importanza del counseling come processo di consapevolezza e di orientamento nella vita.

4) Promuovere la comunicazione positiva e incoraggiare, noi stessi e le persone che frequentano le nostre iniziative, a trasformare i propri comportamenti per dare spazio a uno star bene che non sia egocentrato, ma corale e illuminato dalla coscienza dei bisogni del gruppo, della comunità, dell’umanità nel suo insieme.

5) Adoperarci affinché le persone possano contattare la loro assertività e aiutarle a liberare le energie creative sequestrate da vecchi conflitti irrisolti.

6) Promuovere l’autonomia delle persone e la presa di contatto con il proprio maestro interiore.

7) Porsi in rispettoso ascolto delle storie di vita di ciascuno, accompagnando adulti e ragazzi nel loro sentiero di individuazione, unico e irripetibile, con lo scopo di farli avvicinare a un progetto di vita proprio, riconosciuto liberamente e non condizionato dalla passiva ricezione degli esempi sociali e familiari.

8) Sviluppare modelli di comprensione della realtà complessi, sistemici e non riduzionistici, che includano tutti gli aspetti vitali delle relazioni umane.

9) Impegnarci, nel gruppo ASPIC e con i collaboratori esterni che conducono attività formative e culturali all’interno dell’Associazione, a rispettare coerentemente l’orientamento di valori tracciato nella presente Carta di intenti.

10) Garantire un’attenzione autentica alle persone, considerandole sempre nella loro interezza e invitandole a prendersi la responsabilità dei passi necessari a trasformare la propria vita.

Scarica la carta formato pdf qui.

X