UN BUIO ACCECANTE

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di Roberto Costantini

L’ego non è mai sazio. L’atteggiamento infantile del bambino bisognoso pervade, a livello trasversale, tutti gli ambiti della vita. La persona crede di dover essere risarcita per le frustrazioni passate e si muove guidata da aspettative continue, pensando che la realtà esterna debba adeguarsi alle sue necessità. Come cuccioli che vogliono essere nutriti ci aggiriamo nel mondo odierno guidati da un’oralità senza freni (che il sistema pubblicitario stimola e alimenta per motivi economici). Ne esce una visione della vita ristretta e piuttosto arida. Dividere con gli altri pare una privazione insopportabile per molti. Sembra quasi – come accadrebbe a un bimbo che dovesse lottare per il seno a fronte di altri fratellini e sorelline affamati – che soddisfare il proprio bisogno sia incompatibile con l’appagamento dei bisogni altrui. La proliferazione del mentale non aiuta: nei pensieri c’è sempre qualcosa in più da avere per noi, qualcosa che manca e che vogliamo strappare al nostro prossimo. In termini materiali e di riconoscimento la tendenza epocale è quella di imporsi sugli altri, di primeggiare per catturare qualche raggio di riflettore al centro del palcoscenico. In una società che si vuole dell’abbondanza, non è raro riscontare quanto gli esseri umani si sentano deprivati o comunque non sappiano gustarsi ciò che c’è e quel che hanno. Questo paradosso si fonda, evidentemente, su un’idea basilare di ricchezza che confonde i beni relazionali con quelli di consumo. Privi di relazioni sane, vissute con reciprocità e condivisione, brancoliamo nel buio, anche se questo buio è squarciato dalle luci scintillanti dell’edonismo, dello spettacolo e delle promesse di una felicità a portata di mano.

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